I trulli di Alberobello

I trulli, una distesa incantata di architetture esclusive, inserite dall’UNESCO nell’elenco dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Nelle lussureggianti campagne pugliesi ricche di sole e di ulivi secolari, svettano incontrastati i trulli, antiche costruzioni in pietra dalla tipica conformazione conica del tetto, noti in tutto il mondo per la peculiarità della loro forma. Testimoni muti dell’insediamento umano e osservatori attenti del susseguirsi delle generazioni, i trulli pugliesi sono concentrati in modo particolare nella Valle d’Itria e vantano una tradizione antichissima, come dimostrato dai simboli atavici sulle pareti, impressi dall’uomo durante il suo passaggio sulla Terra. Tra le particolarità che li contraddistinguono, la tecnica di costruzione definita a secco che non prevede l’utilizzo di materiali di connessione per l’assemblaggio. Le pietre, chianche, sono tenute assieme solo attraverso giunzioni meccaniche.

Con questa modalità sono costruiti anche i trulli di Alberobello, una distesa incantata di architetture esclusive, inserite dall’UNESCO nell’elenco dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità. Una landa di costruzioni lapidee dalla pianta conica o dalla forma modulare (più vani avvicinati e comunicanti), chiusa da un perimetro di pietre di grande spessore sui cui si impostano le coperture, cupole autoportanti realizzate con l’ausilio di chianche verso l”interno e chiancarelle, di dimensioni ridotte, nello strato più esterno. Piccoli monumenti da ammirare ma, soprattutto, da vivere. Grazie ad un sapiente piano di recupero che ha consolidato le strutture e arredato con cura gli interni, è oggi possibile soggiornare nei trulli e godere dell’ottimo clima interno, caldo d’inverno e fresco d’estate. Si tratta di uno dei più antichi esempi di bioedilizia passiva che consente una conservazione del calore ideale, grazie al grande spessore delle pietre e all’assenza di aperture (ad esclusione dell’ingresso e del lucernario superiore).

Alberobello è nota in tutto il mondo come capitale dei trulli, un paese magico in cui l’architettura popolare italiana ha lasciato un segno inconfondibile e di grande bellezza, con le tipiche mura bianche e i tetti a cono. Si tratta di costruzioni dalla storia secolare che ad Alberobello tuttavia non sono datati anteriormente al XVI secolo e ciò è spiegato dal fatto che in passato esisteva l’abitudine, in caso di dissesto, di abbattere la costruzione già esistente e procedere con la realizzazione di una nuova, piuttosto che consolidare quella precedente. I segni impressi sulla parte frontale di queste case però, dimostrano che il sostrato culturale, a differenza della pietra, ha resistito all’avvicendarsi delle generazioni trasmettendosi di parola in parola, attraverso usi e credenze, e facendosi poi tangibile mediante l’intreccio di linee, disegnate sulle costruzioni e caricate di un particolare significato. Se infatti si osserva dall’alto la distesa di trulli nella città di Alberobello, risulta immediatamente evidente come esista un parterre di simboli molto diversi tra di loro. Ne sono stati riconosciuti circa 200, tutti caratterizzati da un’importanza specifica: apotropaica, magica, astrologica.

Alcuni di questi sono formati dall’insieme di 3, 5 o 7 linee, dalla forma dritta o curva, simili a quelli individuati sui vasi antichi apuliani o sulle pareti delle tombe primitive. Una simbologia primordiale che deve molto al culto solare e a quello degli astri, ma che col passare del tempo e soprattutto grazie all’influsso della religione cristiana, si è caricata di nuovi significati associando ad esempio la forma del triangolo alla Trinità. Altri simboli richiamano i segni zodiacali, adoperati sui trulli come buon auspicio (tra gli altri, il Toro era usato per augurare a coloro che abitavano nella casa, una vita sana e robusta). A questi si aggiungono ancora i segni ornamentali come i fiori o le spighe di grano che vanno ad arricchire una già corposa collezione di simboli.

A rendere originalissimi i trulli contribuiscono anche i pinnacoli, elementi cuspidati collocati nella parte più alta del tetto e conformati in maniera molto diversa l’uno dall’altro. Secondo alcuni studiosi rappresenterebbero l’attestazione inconfondibile, una sorta di marchio di fabbrica, del maestro costruttore del trullo. Quando invece non indicativo della persona che lo aveva costruito, il pinnacolo era un elemento decorativo scelto dai proprietari. Forme semplici come cono, sfera e triangolo oppure forme apotropaiche, si intersecavano tra loro assumendo anche in questo caso un significato magico, legato ai culti e alle superstizioni.

Ad Alberobello quindi, attraverso i trulli, prende forma la fusione tra magia, storia e superstizioni, dando vita ad un segno singolare e imperituro della civiltà umana.

Se leggendo la storia dei trulli ne sei rimasto affascinato e vorresti provare in prima persona, o con la tua famiglia, le sensazioni e le emozioni vivendoci le tue prossime vacanze, scegli il soggiorno nei trulli che fa per te.